Le proprietà curative del Balsamico

Le proprietà curative del Balsamico

Si tramanda di generazione in generazione……

che il balsamico avesse poteri curativi di notevole importanza se non addirittura in qualche caso si potevano ottenere risultati quasi miracolosi. Gli anni sono passati, i tempi son cambiati, la medicina ha fatto passi da gigante ma noi modenesi amiamo ancora credere in questi poteri.

Non passa inverno che al primo accenno di tosse o mal di gola ci prescriviamo gocce del balsamico più prezioso in nostro possesso. Per noi è ovvio prenderne qualche goccia dopo pasti un po’ pesanti per aiutarci nella digestione. Ecco probabilmente non lo usiamo più come rimedio per purificare l’aria per scongiurare la peste oppure le signorine non custodiscono più una piccola boccetta in borsa in caso di svenimento come invece erano solite fare un secolo fa. Dopo tutto ora le “signorine”non sono più così facili allo svenimento o al mancamento.

Insomma alla fine dei conti anche se in pieno ventesimo secolo sono sempre più convinta che il balsamico, quello buono, quello creato in Acetaia nelle botticelle di legni diversi, proprio quello sia un vero e proprio toccasana se non proprio per il corpo lo è di sicuro per la nostra anima.

 

Riporto un passo di un libro che a mio avviso rende bene l’idea dell’importanza che ha rivestito nel passato e riveste tutt’ora questo antico elisir nella vita quotidiana di noi modenesi.

“È nell’ambito domestico che il nostro aceto rivela a pieno le sue proprietà balsamiche e medicamentose. In molti dei comuni accidenti che affliggevano, ed affliggono la nostra salute , troviamo ristoro nel suo impiego secondo una farmacopea familiare tramandatasi di generazione in generazione.
Nelle ricorrenti faringiti e mal di gola si rimedia prontamente con un prolungato sorso di buon balsamico maturo; così come nelle raucedini ostinate e nel raffreddore. Ancora in situazioni di difficile digestione nel persistente mal di denti, nei casi di spossatezza e di generale malessere; un po’ di aceto balsamico in acqua di pura fonte, otto, nove, dieci gocce, come il cardiotonico che va a macchiare l’acqua nel bicchiere. Nei casi di una “sbronza” prolungata, i vapori dell’alcool si mitigavano ottimamente col balsamico, così come in caso di avvelenamento, di vomito, di singhiozzo e di svenimenti. A proposito di questi ultimi l’aceto balsamico è sempre stato considerato ottimo rimedio ai deliqui femminili, basta odorarlo o bagnarsene leggermente le nari per ottenere un immediato risveglio dei sensi.
A fianco delle smorfioserie delle sorelle più grandi c’era sempre poi l’ingordo piacere dei piccoli verso quell’aceto tanto avaro nelle dosi da dover inventare ogni giorno un malanno diverso per goderne, nella compassione materna, il profumo, il sapore. E così si cresceva sotto le stesso tetto, noi bambini ed il misterioso balsamico, e forse, fra tanti sparsi per il mondo, proprio solo i fanciulli della nostra terra hanno sempre considerato il gesto del legionario che porge aceto al Cristo sulla croce come vera attestazione di umana pietà.”
da “Il Balsamico” di Renato Bergonzini