La ricostruzione post-sisma

2135 giorni. Questo è il tempo che è trascorso da quel fatidico 29 Maggio 2012.

Ce lo ricorderemo per sempre, portando dentro l’amarezza ed il dolore, la paura ma anche tanta speranza.

Nei mesi successivi al terremoto, dopo aver atteso che le scosse calassero di numero ed intensità, abbiamo messo in sicurezza l’acetaia bloccando ed ingabbiando le colonne portanti, puntellando soffitti e pareti, cercando di rendere lo stabile il più tranquillo possibile.  La nostra priorità era togliere peso dal secondo e terzo piano e questo ha comportato lo spostamento di più di 300 botti al piano terra.

La fase successiva ha comportato tutta la parte burocratica, che forse è stata peggio del terremoto in sé: un susseguirsi di tecnici, architetti, ingegneri per cominciare a preparare la domanda di finanziamento per i danni.  Mesi e mesi fatti di carte fino ad arrivare a gennaio 2016, quando finalmente riusciamo a far partire i lavori di ristrutturazione. Non sono mancate le pause tecniche, ma oggi possiamo dire di essere a buon punto. Speriamo davvero manchi poco per poter far risplendere l’acetaia come merita.

Nelle foto in questa pagina, trovate documentato quello che le parole non riescono a descrivere.

Agli amici di Casa Tirelli – Luglio 2012


Caro Amico di Casa Tirelli,

noi emiliani questo Maggio 2012 ce lo ricorderemo per tutta la nostra vita. Un mese questo contraddistinto da un terribile accadimento, il terremoto.

Arriva senza preannunciarsi e ti fa vivere nella continua paura di una nuova scossa sempre all’erta, con le orecchie tese in attesa di quel terribile boato che precede le scosse. 

Panico, sconforto e angoscia per tutti e quella sensazione terribile di non poter far nulla.  Lo abbiamo avuto la prima volta il 20 di maggio a notte fonda lasciandoci attoniti e straziati dalla devastazione che aveva causato morti e rovine. Pensavamo fosse finita eravamo già pronti a rimboccarci le maniche a ripartire ma soprattutto desideravamo più di ogni altra cosa la normalità del passato.

Molti avevano appena ricominciato ad entrare in casa, alcuni a dormire nel proprio letto che ne arriva un’altro più feroce ed aggressivo. Da allora continuiamo a tremare non abbiamo un giorno di tregua.

Grazie a Dio la nostra famiglia sta bene ma la nostra amata azienda agricola è stata colpita dal sisma. La nostra bella acetaia è al momento inagibile. Tutti i nostri sogni, le nostre speranze sono lassù, dove giace il nostro aceto, senza possibilità o speranza per il momento di poterlo mettere in salvo.

Alcune delle botti si sono rovesciate, l’aceto vecchio di decenni scivolato giù per i muri sino al piazzale. Le case e le tettoie dell’azienda agricola hanno crepe grandi come una mano, i tetti squarciati lasciano intravedere il cielo e dovunque detriti e cocci.

Con il cuore in gola e le lacrime agli occhi, piano piano in silenzio, non senza rischio, abbiamo però vuotato tutto il piano terra e recuperato ciò che ci serviva  e salvato tutto l’aceto che avevamo preparato qualche settimana prima per la vendita e per l’imbottigliamento. Così siamo operativi e possiamo lavorare.

Lavorare, in questi frangenti è per noi ancora più importante perché ci dà la forza di pensare al domani e ci ridona tutta la voglia che abbiamo sempre avuto e che ci ha contraddistinto. Noi emiliani non amiamo stare con le “mani in mano”.

Un grazie di cuore agli amici, ai clienti ai collaboratori ed agenti e spesso solo conoscenti che numerosi ci hanno contattato rincuorandoci, alcuni addirittura venendoci a trovare in queste giornate di tensione e paura ed anche a tutti quei clienti che hanno rinnovato la loro preferenza e solidarietà inviandoci ordini ed acquistando i nostri prodotti. La solidarietà di tutti ci conforta e commuove.

GRAZIE a tutti dal profondo del nostro cuore.